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domenica 29 luglio 2007

Primarie del Partito Democratico: la dichiarazione di intenti di Mario Adinolfi

Ecco a voi Mario Adinolfi: giornalista, blogger (www. marioadinolfi. ilcannocchiale. it), inventore di "Generazione U", uno che è assolutamente, disperatamente, pazzamente convinto che il futuro passa dal web e attraverso internet, ha deciso di "mettersi nudo davanti al carroarmato (il sistema dei partiti e della politica, dei finanziamenti e delle rendite derivate di posizioni di rilievo, ndr), perché "l'ho già visto fare ai miei coetanei che combattevano per la democrazia in un paese che democrazia non ne ha".
A seguire la sua dichiarazione di intenti.


Ventotto milioni di italiani hanno meno di quarant'anni. Su oltre trecento eletti in Parlamento, l'Ulivo non ha in rappresentanza di questi 28 milioni di cittadini neanche un eletto. A questo "genocidio politico" generazionale, non si può rispondere con un tentativo di cooptazione, come quello di fantomatiche liste under 30 in appoggio agli esponenti più in vista del futuro Partito democratico. Ora è il momento di correre il rischio. Altrimenti ogni trattativa sulle pensioni, ogni mancata trattativa su ammortizzatori sociali e nuove garanzie nel mondo del lavoro, ogni nuova elezione, saranno luoghi dove un intero segmento del tessuto sociale (non "i giovani", ma le energie migliori di questo paese) verrà sistematicamente ignorato, imbrogliato, umiliato.

Mi candido da outsider alle primarie del 14 ottobre 2007
. Da outsider vero: non sono né ministro, né sindaco, né senatore, né sottosegretario. Non posso contare sui denari del finanziamento pubblico alla politica, né sul potere derivante da posizioni di rilievo. Mi metto nudo davanti alla carroarmato, perché l'ho già visto fare ai miei coetanei che combattevano per la democrazia in un paese che democrazia non ne ha. Per questo sono grato a chi ha scelto di aprire questa finestra di opportunità democratica. Sono grato, sì, anche ai partiti che si mettono in gioco per costruire qualcosa di davvero nuovo: a Ds e Margherita, ai loro dirigenti, cui ho rivolto assai spesso parole anche più che polemiche, va in questo senso un ringraziamento sincero.

Alle persone che sfido candidandomi va la mia stima: sono onorato di poter incrociare le lame con personalità del calibro e con la storia di Walter Veltroni, Rosy Bindi, Furio Colombo e Enrico Letta. Mi candido per batterli, però, in nome di quel che sarà della politica. Spero sia molto più di quello che è. E quel che sarà è l'irruzione di internet nella scena sociale, l'esplosione del fenomeno dei blog, il formarsi di un popolo prevalentemente composto di under 40 che usa la rete come modello di vita. Io credo che sia anche un modello politico ed è certamente il modello a cui ispirerò il partito democratico se dovessi vincere la competizione del 14 ottobre: un modello reticolare, orizzontale, senza vantaggi di posizione per i notabili, con un confronto continuo e aperto, capace di portare dentro il sistema politico rappresentativo in decomposizione, la ventata di novità rappresentata dalle forme della democrazia diretta, primarie e referendum in primis.

Per questo e non solo per questo, il primo atto che compierò sarà chiedere a chiunque firmerà per la mia candidatura di firmare contestualmente anche il referendum sulla riforma elettorale.
Ora, in strada. E speriamo che conduca ad un posto migliore. Il partito democratico può esserlo, noi daremo una mano affinché lo diventi.

mercoledì 25 luglio 2007

Primarie del Partito Democratico: Enrico Letta si candida

Enrico Letta si candida alla segreteria del Partito democratico alle primarie del 14 ottobre. L'annuncio ufficiale del sottosegretario alla presidenza del Consiglio è giunto con un video messo in rete sul sito del deputato dell'Ulivo, che diventerà il sito ufficiale del deputato durante la campagna per le primarie. «Vorrei che il Pd riconquistasse la parola libertà», dice Letta nel video in maniche di camicia davanti a un computer portatile, «una parola fondamentale per la vita dell'uomo e una parola fondamentale dei democratici. È la parola che è stata scippata, la parola che è stata cambiata. Penso che candidarsi sia un'espressione di libertà». «Penso che la mia candidatura possa spostare di un metro in avanti la riflessione, le idee, la partecipazione del Pd. Siccome credo nel Partito democratico, è bellissimo che ci arriviamo, ma non dobbiamo sbagliare adesso. Dobbiamo farlo bene». «L'unico modo per evitare l'effetto calderone è la chiarezza e la trasparenza. Quello che ci chiedono di più in assoluto è una politica che decida: fatti precisi, concreti, scelte», ha esposto Letta. «La nostra forza è la voglia di protagonismo delle persone. C'è questa strana idea che la competizione crei disastri. La competizione porta avanti. La competizione spinge ognuno a dare il meglio di sé. È che in Italia forse siamo abituati poco a questo».

domenica 22 luglio 2007

Primarie del Partito Democratico: si fa avanti la società civile





Jacopo Gavazzoli Schettini, direttore della Aei, l'Agenzia Europea di Investimenti Standard Ethics, si candida a segretario del Partito Democratico. Ne da' notizia la stessa Agenzia, che e' un geie, un gruppo europeo di interesse economico, con sede a Bruxelles, nato per promuovere la responsabilita' sociale d'impresa, l'etica d'impresa e gli investimenti socialmente responsabili. Il geie e' uno strumento giuridico creato dall'Ue per consentire alle imprese di servizi e dei professionisti con sedi in almeno due Stati dell'Unione di svolgere alcune attivita' in comune.
Dopo sei anni di lavoro per promuovere la responsabilita' sociale d'impresa sotto il marchio della Agenzia Europea di Investimenti (Aei) Standard Ethics, Gavazzoli Schettini ha comunicato al bureau della Aei l'intenzione di candidarsi come segretario nazionale del nascente Pd. Il bureau, "che ha preso atto della decisione maturata, ringrazia il direttore per l'attivita' svolta in questi anni augurandogli pieno successo". Gavazzoli Schettini, "in relazione ai possibili conflitti di interesse che tale candidatura puo' determinare (come il rating all'Italia) rimarra' sospeso dal suo incarico sino al 14 ottobre".
Interpellato telefonicamente dall’Ansa sui motivi che lo portano a mettere da parte una professione avviata, Gavazzoli Schettini, spiega che ''senz'altro c'è la volontà di portare nel Pd alcuni valori, come la responsabilità sociale delle imprese, un capitalismo migliore, per rendere la sinistra più europea, più moderna''. Però, prosegue, ''c'è una motivazione più profonda'': ''io sono tra quei cittadini che si riconoscono nella saldatura tra Ds e Margherita, mi riconosco in quello spazio politico. Ho avuto il profondo desiderio di presidiare a quella ipotesi di saldatura, di volerci essere per non rischiare un'altra delusione, che sarebbe davvero cocente”. E Veltroni non rappresenta una garanzia? ''Io ho la massima e profonda stima per Veltroni; nel 1996 ho votato per il ticket Prodi-Veltroni e lo rifarei. Però devo dire che la mia candidatura è a prescindere dalla sua. Qualsiasi persona si fosse candidata io avrei corso. Può darsi che alla fine la mia sarà solo una testimonianza, ma credo che comunque valga la pena''.

martedì 17 luglio 2007

Primarie del Partito Democratico: le regole

Ecco il famoso "Decalogo per le Assemblee costituenti del Partito Democratico". In dieci punti definisce le modalità del battesimo nel prossimo autunno del nuovo Partito Democratico. A tappe spedite: il 14 Ottobre si elegge l’Assemblea nazionale del nuovo partito e il primo segretario del PD. Dopo tredici giorni, presieduta da Romano Prodi, la prima riunione dell’Assemblea nazionale. E a quel punto il Partito Democratico inizierà la sua storia.


IL VOTO DEL 14 OTTOBRE
1) È indetta per il 14 ottobre 2007 l’elezione dei componenti della Assemblea costituente nazionale e, in collegamento con essi, del Segretario politico nazionale del partito democratico. È inoltre indetta, per quella stessa data, l’elezione dei componenti delle Assemblee regionali e, in collegamento con essi, dei segretari regionali del partito. Nella Regione Trentino Alto Adige si eleggono i componenti delle assemblee provinciali di Trento e Bolzano e i relativi segretari provinciali; le due assemblee provinciali costituiscono insieme l’Assemblea regionale che elegge il proprio coordinatore, eventualmente anche prevedendo la turnazione in tale incarico fra i due segretari provinciali.

ELEZIONI ASSEMBLEE E SEGRETARI PROVINCIALI
2) Con successivo Regolamento vengono stabilite le modalità di elezione delle Assemblee provinciali e dei Segretari provinciali, da tenersi entro il 31 dicembre 2007.

ELETTORATO ATTIVO E PASSIVO A 16 ANNI
3) Possono partecipare in qualità di elettori e di candidati tutte le cittadine ed i cittadini italiani che al 14 ottobre abbiano compiuto sedici anni nonché, con i medesimi requisiti di età, le cittadine e i cittadini dell’Unione europea residenti, le cittadine e i cittadini di altri Paesi in possesso di permesso di soggiorno, i quali al momento del voto dichiarino di voler partecipare al processo costituente del Partito Democratico e devolvano un contributo minimo di euro 5,00, ridotto a 2 euro per le elettrici e gli elettori che non ancora compiuto venticinque anni.

BALLOTTAGGIO SE NESSUN CANDIDATO OTTIENE 50%
4) Qualora sia stata eletta una maggioranza assoluta di componenti l’Assemblea a sostegno di un candidato Segretario, il Presidente dell’Assemblea costituente nazionale lo proclama eletto all’apertura della prima seduta dell’Assemblea stessa; in caso contrario il Presidente indice in quella stessa seduta un ballottaggio a scrutinio segreto tra i due candidati collegati al maggior numero di componenti l’Assemblea e proclama eletto Segretario il candidato che ha ricevuto il maggior numero di voti validamente espressi La stessa regola si applica per i segretari regionali.

IL 27 OTTOBRE ASSEMBLEA NAZIONALE
5) L’Assemblea Nazionale, convocata da Romano Prodi che ne assume la Presidenza, si riunisce per la prima seduta il 27 ottobre 2007. Essa approva il Manifesto e lo Statuto nazionale del Partito, ed assolve ad ogni altra funzione attribuitale dalle norme transitorie e finali dello Statuto. La prima seduta delle Assemblee costituenti regionali è convocata da Romano Prodi entro 30 giorni dallo svolgimento delle elezioni. L’Assemblea come primo adempimento procede all’elezione del proprio presidente tra i propri componenti a scrutinio segreto; nel caso in cui nessun candidato abbia conseguito nella prima votazione la maggioranza dei componenti si procede a una seconda votazione di ballottaggio tra i due candidati più votati. Nel rispetto dei principi stabiliti dallo Statuto nazionale, tali Assemblee approvano il rispettivo Statuto regionale, ed assolvono ad ogni altra funzione attribuita loro dalle norme transitorie e finali degli Statuti nazionale e regionale.

I COLLEGI ELETTORALI SONO QUELLI DEL MATTARELLUM
6) Per l’assegnazione dei seggi ai fini dell’elezione della Assemblea Nazionale, si fa riferimento ai collegi e alle circoscrizioni di cui alla legge 4 agosto 1993, n. 277 (legge Mattarella Camera). Milleduecento seggi vengono distribuiti tra le circoscrizioni in proporzione al numero di residenti e milleduecento seggi in proporzione al numero dei voti conseguiti dall’Ulivo nelle elezioni del 2006 per la Camera dei deputati, in entrambi i casi sulla base del metodo dei quozienti interi e dei più alti resti. I seggi così assegnati a ciascuna circoscrizione vengono ripartiti tra i collegi in proporzione ai voti conseguiti dall’Ulivo nelle elezioni del 2006 per la Camera dei deputati sulla base del metodo dei quozienti interi e dei più alti resti. Ogni collegio elegge almeno 3 delegati. Un ulteriore seggio è assegnato ai collegi in cui abbia partecipato al voto un numero di persone pari a più del 20 per cento dei voti ottenuti dall’Ulivo nelle elezioni per la Camera dei deputati del 2006. Gli italiani residenti all’estero eleggono 60 rappresentanti.

LISTE PLURIME MA SOLO CON CANDIDATI ALLA SEGRETERIA
7) Le liste per l’elezione dell’Assemblea Nazionale sono plurinominali con alternanza di genere. Occorrono tra 100 e 150 firme per presentare una lista di collegio. Nessuno può candidarsi in più di un collegio. La lista indica un candidato Segretario nazionale. Ci si può collegare nella circoscrizione con una dichiarazione di intenti. Devono essere presentate, a pena di nullità, tra il 21 e il 22 settembre. Con un sistema analogo a quello vigente per la Camera fino al 1992, si assegnano prima i seggi pieni nei collegi con la proporzionale (quoziente corretto a + 2), poi i seggi non assegnati e i voti non utilizzati (resti) confluiscono a livello circoscrizionale. Le liste che a quel livello hanno ottenuto più del 5% dei voti si suddividono i seggi residui col medesimo metodo; i seggi in questo modo assegnati a ciascun gruppo di liste vengono attribuiti alle liste di collegio con i resti più grandi. Le liste che si collegano a livello circoscrizionale devono avere metà capilista uomini e metà capilista donne.

ENTRO IL 30 LUGLIO LE CANDIDATURE ALLA SEGRETERIA
8) Le dichiarazioni di candidatura alla carica di Segretario Nazionale sono presentate entro il 30 luglio 2007 unitamente a una dichiarazione di intenti e a un numero di firme compreso tra duemila e tremila, di cui almeno cento in cinque diverse regioni. Le dichiarazioni di candidatura sono accettate se corredate, entro i termini previsti per la presentazione delle liste, da dichiarazioni di liste presentate in almeno 25 diversi collegi, in non meno di 5 differenti regioni. Le dichiarazioni di candidatura alla carica di Segretario Regionale sono presentate entro il 12 settembre 2007 unitamente a una dichiarazione d’intenti e a un numero di firme compreso tra 500 e 750 per le Regioni fino a un milione di abitanti e tra 1000 e 1500 per le Regioni con popolazione superiore a un milione di abitanti.

SI VOTA IN UN SOLO GIORNO
9) Per essere ammessi al voto, che si svolge in unica giornata dalle ore 7 alle ore 20, occorre esibire al seggio un documento di identificazione e, ad eccezione dei non ancora maggiorenni e dei non cittadini, la propria tessera elettorale. Saranno determinate con successivo regolamento le modalità di voto per i non ancora maggiorenni e i non cittadini e per gli studenti universitari fuorisede nella loro sede universitaria.

SI VOTA CON UNICA SCHEDA
10) Le schede contengono una colonna per ciascuna lista, all’interno della quale sono presenti, nell’ordine, dall’alto in basso, i nominativi dei candidati di collegio, preceduti dal candidato alla carica di Segretario nazionale sostenuto dalla lista. Gli elettori possono esprimere un unico voto in un’unica colonna di ciascuna scheda. Il voto si considera valido in qualsiasi punto della colonna sia stato apposto un segno. Sono considerate non valide le schede che presentino segni di votazione che ricadono all’interno di due o più colonne. Lo scrutinio inizia subito dopo il voto dell’ultimo elettore presente nel seggio al momento della chiusura.

Primarie del Partito Democratico: Rosy Bindy e Furio Colombo si candidano

E' di ieri l'annuncio della candidatura di Rosy Bindi alla segreteria del Partito Democratico alle primarie del 14 ottobre. "L'appuntamento ha risvegliato, nel popolo dell'Ulivo, nuove attese e una grande speranza - afferma il ministro della Famiglia - e anch'io sento la responsabilità di un impegno in prima persona nella speranza che il mio passo avanti sia anche di incoraggiamento per le donne "che vogliono mettersi al servizio della democrazia italiana" .
Sottolinea di aver "riflettuto a lungo" sul contributo che avrebbe potuto dare, prima di decidere per la sua "autonoma candidatura". E annuncia: "Se sarò eletta rinuncerò a qualunque altro incarico".
Secondo Rosy Bindi infatti un partito che segna "una radicale discontinuità" rispetto al passato "ha bisogno di una competizione vera", sostiene Bindi: la vittoria alle primarie "sarà più forte e limpida se gli elettori non si limiteranno alla ratifica di un solo nome".
Il Ministro della Famiglia è anche convinta della necessità di "un bipolarismo maturo, senza ambiguità e tatticismi", cogliendo "fino in fondo la sfida di una nuova laicità". Il pluralismo etico, religioso e culturale che caratterizza la società italiana impone "un civile confronto tra credenti e credenti così come tra credenti e non credenti" e "la ricerca di un orizzonte più avanzato di dialogo e collaborazione".

Il commento di Walter Veltroni: "Mi fa piacere, la sua candidatura arricchisce questa grande pagina di democrazia". E quello di Francesco Rutelli: "Bene, aiuta il confronto delle idee". La gara verso il 14 ottobre è ufficialmente cominciata. Si attende la decisione del sottosegretario Enrico Letta, mentre l'ex direttore dell'Unità, Furio Colombo, ieri ha annunciato la sua candidatura dalla prima pagina del quotidiano che ha diretto per tanti anni.

giovedì 28 giugno 2007

Primarie del Partito Democratico: la prima candidatura

Ieri pomeriggio a Torino Walter Veltroni ha annunciato la sua candidatura alla carica di Segretario del Partito Democratico. Un discorso di un'ora e mezza che ha toccato tutti i nervi scoperti della politica e della società italiana. Un discorso che ha parlato al cuore della gente senza però scadere nel populismo. A seguire il discorso integrale ed il video del comizio.

Video

"Fare un'Italia nuova. E' questa la ragione, la missione, il senso del Partito democratico.
Riunire l'Italia, farla sentire di nuovo una grande nazione, cosciente e orgogliosa di sé.
Unire gli italiani, unire ciò che oggi viene contrapposto: Nord e Sud, giovani e anziani, operai e lavoratori autonomi.
Ridare speranza ai nuovi italiani, ai ragazzi di questo Paese convinti, per la prima volta dal dopoguerra, che il futuro faccia paura, che il loro destino sia l'insicurezza sociale e personale.
Per questo nasce il Partito democratico. Che si chiamerà così. A indicare un'identità che si definisce con la più grande conquista del Novecento: la coscienza che le comunità umane possono esistere e convivere solo con la libertà individuale e collettiva, con la piena libertà delle idee e la libertà di intraprendere. Con la libertà intrecciata alla giustizia sociale e all'irrinunciabile tensione all'uguaglianza degli individui, che oggi vuol dire garanzia delle stesse opportunità per ognuno.
Il Partito democratico, il partito di chi crede che la crescita economica e l'equa ripartizione della ricchezza non siano obiettivi in conflitto, e che senza l'una non vi potrà essere l'altra.
Il Partito democratico, il partito dell'innovazione, del cambiamento realistico e radicale, della sfida ai conservatorismi, di destra e di sinistra, che paralizzano il nostro Paese.
Il Partito democratico, il partito che dovrà dare l'ultima spallata a quel muro che per troppo tempo ha resistito e che ha ostacolato la piena irruzione della soggettività femminile nella decisione politica e nella vita del Paese. La rivoluzione delle donne ha affermato in tutte le culture politiche il principio del riconoscimento della differenza di genere come elemento costitutivo di una democrazia moderna. E' questa esperienza che dovrà essere decisiva, fin dal momento della fondazione del nostro partito.
Il Partito democratico, un partito che nasce dalla confluenza di grandi storie politiche, culturali, umane. Che nasce avendo dentro di sé l'eredità di quelle formazioni che hanno restituito la libertà agli italiani, di quelle donne e di quegli uomini che hanno pagato con il carcere e con la propria vita il sogno di dare ad altri la libertà perduta. Quelle formazioni che hanno fatto crescere l'Italia e gli italiani, che hanno portato il nostro Paese a trasformarsi da una comunità sconfitta a una delle nazioni che siedono a pieno titolo al tavolo dei grandi della Terra: quanta strada è stata fatta, da quando Alcide De Gasperi, alla Conferenza di Pace di Parigi, si rivolgeva al mondo che lo ascoltava dicendo: "Tutto, tranne la vostra personale cortesia, è contro di me". Quelle formazioni che hanno combattuto il terrorismo e l'hanno sconfitto.
Ma il Partito Democratico non è la pura conclusione di un cammino. Se lo fosse, o se si raccontasse così, inchioderebbe se stesso al passato.
Invece, ciò di cui l'Italia ha bisogno è un partito del nuovo millennio. Una forza del cambiamento, libera da ideologismi, libera dall'obbligo di apparire, di volta in volta, moderata o estremista per legittimare o cancellare la propria storia. Un partito che non nasce dal nulla, e insieme un partito del tutto nuovo.
E' quello a cui ha pensato, a cui ha lavorato, per cui si è speso con coerenza e determinazione il fondatore dell'Ulivo, Romano Prodi.
Il Partito democratico, un partito aperto che si propone, perché vuole e ne ha bisogno, di affascinare quei milioni di italiani che credono nei valori dell'innovazione, del talento, del merito, delle pari opportunità. Quei milioni di italiani che nelle imprese, negli uffici e nelle fabbriche dove lavorano, nelle scuole dove insegnano, sentono di voler fare qualcosa per il loro Paese, per i loro figli. Quei milioni di italiani che si impegnano nel volontariato, che fanno vivere esperienze quotidiane e concrete di solidarietà. Quei milioni di italiani che trovano la politica chiusa, e che se provano ad avvicinarsi ad essa è più facile che si imbattano nella richiesta di aderire ad una corrente o ad un gruppo di potere, piuttosto che a un'idea, ad un progetto.
Sono convinto che il 14 ottobre sarà un giorno importante per la democrazia italiana. Nasce, in forma nuova, un partito nuovo. Nasce consentendo a chiunque creda in questo progetto di iscriversi, naturalmente e direttamente, e di candidarsi. Associazioni e gruppi, comitati e movimenti, singole persone potranno, nello stesso momento, formare un nuovo partito e decidere gli organi dirigenti e il leader nazionale. [...] CONTINUA